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A Piazzale Loreto | Una serata al circolo

Piazzale Loreto

Una serata molto interessante al Bellezza quella del 19 luglio. Tema: l’evento che trasforma una piazza di snodo “Loreto”, una delle tante a Milano negli anni 40, tra la città in espansione ed i contadi inglobati, nell’inizio di una storia che rappresenterà, in un crescendo sempre più tragico, uno tra i simboli più drammatici del passaggio dal fascismo alla liberazione. La fucilazione di quindici militanti della Resistenza Lombarda eseguita in modo scomposto e crudele quasi se fossero prede da uccidere a vista, nella desolazione di un distributore di benzina e nell’indifferenza disordinata degli esecutori. E’ l’inizio del percorso storico di “Piazzale Loreto”, uno dei più simbolici e discussi del dopo guerra.
Due le opere presenti a ricordare questo evento.
Il film di Marco Pozzi “Partiti per Bergamo”. Essenziale ed Avvincente nella scansione dei ricordi e delle immagini, nudo di effetti patetici, l’esposizione di un quotidiano inevitabile e drammatico, esempio semplice e coerente di una civiltà personale che non ammette incertezze o fughe. Diceva uno degli autori dei giovani che avevano collaborato “Ho trovato degli studenti, ho lasciato dei cittadini”.
La mostra di Ciro Vitale “Memoria narrante”. Un’istallazione semplice e lancinante nell’ideazione che ferma la storia banale e drammatica di una società attuale inquinata , quasi stordita nella vacuità dei riti quotidiani, che disperde e confonde dimenticando persone e luoghi storici, che pure di essa sono fondamento. Di forte impatto il contenitore, quasi altare sacrificale o teca lanciata nello spazio dal fluorescente e lattiginoso colore che ospita o nasconde i suoni e le immagini confuse e mischiate di questo tempo immemore e forse perso che rappresenta attualmente il caos di Piazzale Loreto. Sopra, testimoni e custodi, quasi numi tutelari i ritratti dei fucilati, quindici foto di volti antichi, giovani e spaesati come nelle foto d’occasione, quasi scontrosi ad essere dei “martiri”. Senz’altro senza il fisico degli eroi di vocazione, eppure con il segno e la forza di persone che hanno visioni e ideali anche nei ritmi quotidiani del vivere a tal punto da rinunciare ad essi con il sacrificio finale coscientemente vissuto.
La forza di questa opera è in questa semplice e profonda visione antiretorica, lineare nei materiali ma acuta nella provocazione semantica, percepibile senza necessità di filtri, ingenua nel senso antico ma per questo forte e comunicativa.
Una chiara immagine di quei passaggi della storia quando le cose sono ancora ma incominciano a non essere più.
Ed a questo pericolo, per rinnovare la forza del ricordo come scoperta interiore, forse, molto è utile anche la forza dell’artista che avverte questa zona grigia e la scompiglia diventando suscitatore di immagini che rompono l’indifferenza dei sentimenti comuni e stimola alla riflessione dei valori di civiltà e di libertà ed alla loro continuità nella dilatazione della storia.
Il successo della mostra e l’attenzione in seguito manifestata dai frequentatori abituali del circolo, ci stimola ad alcune riflessioni sul ruolo che può avere il Bellezza in questo processo che mette a fondamento il senso etico dell’arte e la sua funzione educativa e civile.
Può diventare anche un percorso di lavoro per le attività culturali del nostro circolo che ne conferma la storia antica e ne ripropone il valore di luogo di ricerca culturale e di convivenza sociale. Ringraziamo per questo Francesca Guerisoli, Stefano Taccone, Giancarlo Migliavacca e Luca Tripeni Zanforlin e tutti quelli che hanno collaborato alla realizzazione.

G. M. per Arci Bellezza

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